Le auto storiche della Lancia

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Introduzione

27 novembre 1906: questa la data in cui veniva formalizzata la nascita della Lancia & C., di proprietà di Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin. Successivamente nel 1959 passò in mano a Carlo Pesenti che a sua volta, nel 1969 la cedette al gruppo FIAT. A partire dal 2007 è denominata Lancia Automobiles, ed è parte del gruppo FCA. Fin dalla sua fondazione, la casa automobilistica Torinese ha segnato in modo indissolubile la storia motoristica italiana e mondiale, basti pensare alla prestigiosa storia rallystica a partire dagli anni '70 fino agli anni '90, con numerosi titoli mondiali vinti e vetture che sono diventate icone della disciplina nonché oggetti di culto, tuttora ricercati dai collezionisti. Vediamo allora di seguito alcune tra le auto storiche della Lancia che sono rimaste nel cuore degli appassionati e non solo.

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Lancia Alfa

Presentata per la prima volta al Salone dell'automobile di Torino nel 1908, venne esposta con il nome "12 HP", anche se il nome di progettazione era "tipo 51". Tuttavia nel 1919 venne rinominata "alfa", così da seguire per i modelli successivi l'ordine alfabetico greco, su consiglio di Giovanni Lancia, fratello di Vincenzo. La vettura montava un propulsore 4 cilindri biblico da 2545 centimetri cubici, sostenuta da un telaio basso e leggero. La velocità massima era di circa 90 km/h. Secondo la rivista Autocar, che ebbe il privilegio di poterla provare in anteprima nel 1907, definì la vettura silenziosa, superbamente rifinita, in definitiva molto ben progettata. Una curiosità: parrebbe che per permettere al primo esemplare di lasciare lo stabilimento, la porta di ingresso fu presa a picconate, infatti pare che fosse troppo stretta per permettere alla vettura di uscire!

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Lancia Augusta

La prima apparizione fu al Salone di Milano del 1933. Lancia Augusta era un modello rivoluzionario per l'epoca, in quanto primo modello di auto berlina europeo. Dopo anni di vetture con telaio separato, per la Augusta si decise di tornare alla struttura portante. A renderla ulteriormente innovativa ci pensava il motore a V stretto, non che le sospensioni anteriori a molle indipendenti con molloni elicoidali. Riscontrò molto successo, tanto che ne vennero vendute 20000 esemplari, compresi quelli del mercato francese denominati "Belna".

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Lancia Stratos

Entrata in produzione nel 1973, la Lancia Stratos era spinta un motore di derivazione Ferrari dino 246, montato su un telaio monoscocca e trazione posteriore. Divenne ben presto un'arma micidiale nel mondiale rally nel Gruppo 4 (andando a sostituire la Lancia Fulvia HF), tanto da aggiudicarsi consecutivamente i titoli tra il 1974 e il 1976, oltre a numerose affermazioni tra i campionati europei e nazionali. La linea era stata disegnata dalla Carrozzeria Bertone, per mano di Marcello Gandini, disegnatore tra l'altro di icone come la Lamborghini Countach e la Fiat X1/9. Il nome della vettura è legato in modo indissolubile a quello del pilota che la portò al debutto nelle competizioni, Sandro Munari.

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Lancia 037

Nata grazie alla volontà di Cesare Fiorio nel 1981 a seguito dei cambiamenti regolamentari nel settore rally, vede coinvolti i marchi Abarth, Lancia, Pininfarina e Dallara nella realizzazione. Prodotta in pochi esemplari giusto per avere l'omologazione in Gruppo B (erano necessari appena 200 esemplari di vetture destinate alla serie), era basata sul telaio della Lancia Beta Montecarlo Turbo da pista progettato da Dallara, mentre la carrozzeria era opera di Pininfarina. Il propulsore della vettura da stradale era un 4 cilindri in linea da 1994 centimetri cubici sovralimentato tramite un compressore volumetrico, capace di 205CV. LA vettura da corsa invece aveva una potenza di 260CV nella prima evoluzione fino ad arrivare ai 350CV nell'ultima versione del 1985. La trazione era posteriore, e nonostante questo aspetto tecnico, riuscì comunque a tenere testa ad Audi Quattro e Peugeot 205 T16, dotate invece di trazione integrale.

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Lancia Delta S4

Ideata per sostituire nei rally la 037, e per essere competitiva nei confronti di Audi Quattro e Peugeot 205 T16, la Delta S4 era spinta da un motore 4 cilindri in linea da 1759 centimetri cubici, con basamento in lega di magnesio, in posizione centrale-posteriore. La versione stradale sviluppava una potenza di 250CV, mentre nella derivazione Gruppo B era capace di sprigionare la spaventosa potenza di 650CV. La sigla S4 sta per Sovralimentata (era infatti dotata di Turbo) quattro (aveva quattro ruote motrici). Il telaio era al NiCr, soluzione pratica: infatti in caso di rottura era facilmente salvabile durante le varie assistenze previste nel corso di un rally. Debuttò nel rally RAC de 1985, ma la sua vita sportiva fu breve: infatti, a causa della morte di Toivonen e del suo navigatore Cresto, e data la pericolosità delle vetture di categoria B, quest'ultima fu bandita.

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